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Conflitto del Kivu

Conflitto armato di lunga durata nel Congo orientale dopo la seconda guerra del Congo, con ricorrenti offensive ribelli e coinvolgimento regionale.

Cronologia
2004-presente
Durata
22 anni
Regione
Africa centrale
Record
Conflitto in corso

Panoramica storica

Panoramica di un conflitto ancora in corso e salvata localmente il 11 mag 2026.

Il conflitto del Kivu è un termine ombrello per una serie di conflitti armati prolungati nelle province del Nord Kivu e del Sud Kivu, nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo, che si sono verificati dalla fine della seconda guerra del Congo. Includendo la vicina provincia dell'Ituri, vi sono più di 120 diversi gruppi armati attivi nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo. Attualmente, alcuni dei gruppi ribelli più attivi includono le Forze Democratiche Alleate, la Cooperativa per lo Sviluppo del Congo, il Movimento del 23 marzo e molte milizie locali Mai Mai. Oltre ai gruppi armati e alle truppe governative delle FARDC, diverse forze nazionali, regionali e internazionali sono intervenute militarmente nel conflitto, tra cui la forza delle Nazioni Unite nota come MONUSCO, gli eserciti di Uganda e Burundi e una forza della Comunità dell'Africa Orientale nota come Forza Regionale della Comunità dell'Africa Orientale. La regione del Kivu è quindi considerata un'arena geopolitica chiave, in cui i gruppi armati locali si intersecano con rivalità regionali più ampie e interessi strategici internazionali. Gli analisti osservano che la competizione per le risorse naturali, le alleanze transfrontaliere e gli interventi esterni hanno trasformato il conflitto da una questione puramente interna in una più ampia lotta geopolitica.

Paesi del teatro

Repubblica Democratica del CongoRuandaUganda

Attori

Repubblica Democratica del CongoM23FDLRgruppi armati localisostenitori regionali

Tag

insurrezionegrandi laghigruppi armati

Contesto dei confini

2000-2008fase storica dei confini

Era degli interventi post-11 settembre

Guerre antiterrorismo, campagne di costruzione dello Stato e dispute post-sovietiche irrisolte dominano la mappa dei primi anni del XXI secolo.

Afghanistan e Iraq diventano i principali teatri di intervento. Congo, Darfur e Caucaso rimangono zone di conflitto attive.
2009-2013fase storica dei confini

Rivolte arabe ed espansione delle insurrezioni

Rivolte, crollo dei regimi e insurrezioni si diffondono in Medio Oriente, Nord Africa e Sahel.

Siria e Libia entrano in guerra civile. Mali e Lago Ciad diventano importanti teatri di insurrezione.
2014-2019fase storica dei confini

Guerre contro l'ISIS e rinnovata pressione interstatale

Il progetto territoriale dell'ISIS, la guerra dello Yemen e la prima fase della guerra della Russia contro l'Ucraina rimodellano la geografia dei conflitti.

L'ISIS perde il controllo territoriale entro il 2019. Crimea, Donbas, Yemen e Sahel rimangono zone decisive.
2020-2022fase storica dei confini

Guerre dell'era pandemica e shock dell'invasione

Le guerre in Etiopia, Myanmar e Ucraina mostrano collasso dello Stato, mobilitazione di massa e rinnovata guerra interstatale.

L'invasione su vasta scala della Russia del 2022 riorienta la sicurezza europea. Il colpo di Stato in Myanmar si trasforma in una guerra civile nazionale.
2023-2025fase storica dei confini

Archivio pre-live del conflitto attuale

Sudan, Gaza, Ucraina, Myanmar e l'escalation in Medio Oriente definiscono l'archivio immediatamente precedente all'endpoint live.

Il tick successivo al 2025 è la mappa live supportata dal worker. La storia statica si ferma prima dell'endpoint live.

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